Guadagnare con gli investimenti immobiliari

Sono passati tanti anni dal boom immobiliare, quando comprare una casa non era così proibitivo come adesso. Soprattutto negli ultimi tempi, dopo la grande crisi del 2008, la compravendita immobiliare non appare più come un investimento redditizio.

I motivi che hanno portato gli investitori ad orientarsi verso altri lidi sono rintracciabili nella crisi del credito, la svalutazione del mattone, l’incensante tassazione sulle proprietà e l’incertezza del diritto che sembra non tutelare i proprietari immobiliari.

Eppure, in questo scenario apparentemente desolato, ci sono moltissimi operatori che continuano a guadagnare con gli immobili, facendo delle operazioni che non sono molto conosciute alla maggior parte delle persone. Infatti, un immobile non produce reddito solamente attraverso i metodi classici, ossia comprare una casa e rivenderla per ricavare una plusvalenza, oppure metterla in affitto e assicurarsi un reddito costante tutti i mesi. Al giorno d’oggi, il mercato immobiliare offre tantissime altre possibilità interessanti. Una di queste è la cosiddetta asta giudiziaria. Di cosa si tratta?

Questo strumento legislativo è regolato dalla legge 52 del 2006 che indica le modalità attraverso il quale un bene può essere messo in vendita forzata, se il proprietario non è in grado di far fronte ai debiti contratti per acquisire l’immobile.

Al di la degli scrupoli morali che possono sorgere pensando che si sta speculando alle spalle di una persona in difficoltà. per gli investitori rappresenta una grandissima opportunità. Con un’asta giudiziaria si può riuscire a comprare una casa pagandola anche fino al 30% in meno, rispetto al valore di mercato.

Comprare casa all’asta può sembrare molto complicato, in realtà non è affatto così. La procedura prevede una prima fase, detta vendita senza incanto, una modalità semplificata adottata in via preliminare che può risolvere la controversia tra le parti velocemente. Se non si arriva ad un accordo, si passa alla vendita con incanto.

Viene indetta una gara per i possibili offerenti e il prezzo di base viene stabilito in base all’offerta maggiore ricevuta dal curatore fallimentare. Se non si presenta nessuno. il giudice stabilisce una nuova asta, abbassando il prezzo di base, arrivando anche al 20-25% in meno rispetto all’udienza precedente.

Alla fine della vendita con incanto, chi ha fatto l’offerta maggiore, dovrà aspettare altri 10 giorni. Durante questo periodo, possono essere presentate ulteriori offerte per l’immobile. Passato questo periodo, si paga il dovuto al giudice, il quale prepara il documento di trasferimento, equiparabile in tutto e per tutto al rogito notarile.

Chi è interessato a questa tipologia di investimento dovrà consultare l’albo di tribunale di competenza, dove vengono pubblicati gli immobili all’asta. Inoltre gli annunci sono consultabili anche sui siti specializzati e su alcuni giornali che si occupano di questa fattispecie.

È possibile visionare l’immobile all’interno, una novità introdotta da qualche anno, che ha permesso agli investitori di farsi un’idea più chiara sull’immobile per il quale vogliono fare un’offerta, evitando brutte sorprese una volta entrati nella casa.

Rispetto ad una compravendita immobiliare classica, ci sono molti più vantaggi. Innanzitutto non si paga più l’imposta di registro, pari al 9%, dopo l’introduzione del decreto salvabanche e inoltre consideriamo anche l’assenza di un’agenzia immobiliare. Questo si traduce nel risparmio sul costo della mediazione e anche in una maggiore tutela per l’investitore. Senza voler accusare nessuna categoria, un impresario immobiliare punta solamente alla sua commissione, magari omettendo alcune problematiche dell’immobile, mentre una vendita gestita da un tribunale, dovrebbe garantire, almeno sulla carta, una maggiore trasparenza.

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